venerdì 27 giugno 2008

Portishead 3


Ci sono voluti bel 11 anni per generare il nuovo terzo attesissimo album della band più inovativa di Bristol (2 ore da Londra)... MA NE E' VALSA LA PENA DI ASPETTARE!!!
I Portishead si muovono in campo aperto, cambiando repentinamente mood anche all’interno degli stessi brani. L’elemento percussivo, angolare e secco, è la vera novità assieme alle chitarre, ma è arduo ignorare segnali che vanno in altre direzioni folk, o i richiami ai loop elettronici. "Machine Gun" mitraglia il suo puro industrial addosso a una voce indifesa, e il gioco di contrapposizione diventa la vetta creativa del disco, mentre l’incalzante "We Carry On" si muove fra sperimentalismi teutonici e le stralunate reiterazioni.
UN DISCO ASSOLUTAMENTE DA AVERE, SCARICARE O RUBARE!!!! NON E' REATO...

venerdì 21 marzo 2008

AMEN: Charlie Don’t Surf

BAUSTELLE VS CLASH LA CITAZIONE MI PARE EVIDENTE...
Il nuovo singolo dei Baustelle “Charlie fa surf”, uscito l’11 gennaio, ha indubbiamente una forza comunicativa notevole tanto da scomodare la celbre "Charlie Don’t Surf" dei Clash. L'Album appena uscito si intitola AMEN. Credo sia il migliore della banda toscana, sempre all'insegna di un pop-rock poetico e orecchiabile, con spirito decadente e una propensione al sociale. Anche se il singolo è VERAMENTE BRUTTO. So se che molti non sarenno concordi.

venerdì 7 marzo 2008

OSCAR 2008 : Falling Slowly

Vince quasi a sorpresa gli Oscar 2008 come miglior canzone originale : "Falling Slowly" di Glen Hansard e Marketa Irglova. E' tratta da Once, minuscolo film irlandese che dopo aver ben figurato al festival di Sundance si è ritagliato nel 2007 un posto di rilievo nei cuori gentili degli appassionati di musica. La canzone è inserita nell'almun The Swell Season del 2006 e racchiude altri piccoli gioielli come "This Low", che fanno restare letteralmente incantati di fronte alla dolcezza pregna di sentimento di ballate dalle strutture essenziali di un'eleganza armonica straordinaria.
Un po troppo romantico???
A volte ne vale la pena...


I don't know you
But I want you
All the more for that
Words fall through me

And always fool me
And I can't react
And games that never amount
To more than they're meant
Will play themselves out

Take this sinking boat and point it home
We've still got time
Raise your hopeful voice you have a choice
You've made it now

Falling slowly, eyes that know me
And I can't go back
Moods that take me and erase me
And I'm painted black
You have suffered enough
And warred with yourself It's time that you won

Take this sinking boat and point it home
We've still got time
Raise your hopeful voice you had a choice
You've made it now

Falling slowly sing your melody
I'll sing along

domenica 27 gennaio 2008

UN UOMO QUALUNQUE: Davide Combusti


Titolo: An Ordinary Man
Artista: The Niro
UNIVERSAL

data di uscita:
1 febbraio 2008

Davide Combusti,
in arte The Niro, ha bruciato le tappe come pochi. 28enne, romano, ha aperto i concerti di mezzo mondo, da Lou Barlow a Sondre Lerche, dai Deep Purple a Amy Winehouse, che anche il manager dei Radiohead si era interessato a lui, allora conveniamo tutti sul fatto che di ordinario non c'è proprio nulla. Polistrumentista di rara potenza, se è possibile parlare di folk in termini di immediatezza e solidità della scrittura la definizione è applicabile, al contrario, potrebbe risuonare come una limitazione pericolosa se non si tenesse conto di un ricchissimo sistema di scrittura che si affida alla riduzione degli elementi, in un procedimento che ci piace chiamare ellittico nell'accezione di ciò che non si vede o di quello che non si sente. Dal 1 febbraio in tutti negozi di dischi sarà disponibile l’ep intitolato "An Ordinary Man", conterrà quattro brani e una traccia video: About Love and Indifference, Mistake, Just for a bit e On Our Hill saranno l’assaggio dell'atteso album che vedrà la luce ad aprile 2008. Buon Ascolto.

martedì 22 gennaio 2008

GALLERIA: The Memoirs of Barry Lyndon











Dopo tre anni e undici milioni di dollari, Barry Lyndon uscì a New York il 18 dicembre del '75 diretto magistralmente da Stanley Kubrick. Come spesso capita in questi casi, un flop clamoroso ai botteghini per poi scoprire, con il senno di poi, che si era dinfronte all'ennesimo capolavoro.
Non è un caso che la vicenda sia ambientata nel '700, il secolo dei lumi, del trionfo della ragione; il '700 è un'ossessione ricorrente nei suoi film: la camera di 2001, la musica e gli abiti di Arancia meccanica. Kubrick, teorico della sua crisi, ne cerca le cause nell' origine del suo mito lasciando una stupefacente galleria di immagini testimonianza della sua perla storica.