domenica 1 gennaio 2012

2011: I MIEI PREFERITI.


1.


JAMES BLAKE
James Blake
(Atlas/ A&m) 2011






2.


SCOTT MATTHEWS
What The Night Delivers
(Sanremo) 2011





3.


ANNA CALVI
Anna Calvi
(Domino) 2011








_____________________________________________






4. BON IVER
Bon Iver
(Jagjaguwar / 4ad) 2011







5. WILD BEASTS
Smother
(Domino) 2011







6.JOHN FOXX AND THE MATHS
Interplay
(Metamatic) 2011







7.WASHED OUT
Within And Without
(Subpop) 2011







8.LUUP
Meadow Rituals
(Experimedia) 2011







9.LOW
C'mon
(Sub Pop) 2011







10.VERDENA
Wow
(Universal) 2011







lunedì 3 gennaio 2011

2010: il resto della mia classifica









































Best Albums of 2010: il podio

JOHN GRANT
Queen Of Denmark
(Bella Union) 2010
songwriter, rock









BEACH HOUSE
Teen Dream
(Sub Pop / Bella Union) 2010
dream-pop









FOUR TET
There Is Love In You
(Domino) 2010
hebdenism

giovedì 28 ottobre 2010

Sufjan Stevens: genio o follia?




Sufjan Stevens


che dire di uno che si chiama Sufjan Stevens...


una comune recensione partirebbe col dire che è un cantautore folk americano eclettico che mescola arrangiamenti orchestrali con sonorità jazz , musical, swing e cori tradizionali.


Oppure un tizio fuori di testa che nel 2003 dichiara di comporre un disco per ognuno dei 50 stati americani.




Resta il fatto innegabile che Sufian sia un autore assolutamente singolare, nel senso che non è possibile, a mio avviso, catalogarlo in nessun modo. Nel senso che è un cantautore che reinventa il folk, è un musicista d’avanguardia, è un rocker alternativo, un compositore colto, un musicista pop, a seconda del progetto nel quale decide di mettere l’anima e cervello... magari un pochettino "suonato"... un artista in continua evoluzione.


Dopo il suo esordio nel 2010 è tornato a stupire come sempre riscrivendo le regole della musica e della discografia. Ma forse quello che ha fatto questa volta le supera tutte: pubblicare un EP a sorpresa, il giorno stesso del suo annuncio. E non un EP qualunque: 8 canzoni per ben 60 minuti di musica, roba che negli anni '60-'70 ci avrebbero fatto due dischi. All Delighted People EP. Il lavoro, melodico e delicato, è stato reso disponibile in streaming gratuito sul Bandcamp (il futuro della promozione musicale).


Preludio al nuovo album???


Neppure per sogno... il 12 ottobre esce The Age Of Adz che non contiene neppure un brano del EP, un terremoto sonoro fondamentalmente elettronico e schizofrenico.Un lavoro pop orchestrale del terzo millennio. Ti potrebbe non piacere, ma non lo puoi non ascoltare!!!


Questa è la la magniloquenza che da sempre contraddistingue Sufjan Stevens e le sue follie.




giovedì 24 giugno 2010

CHEMICAL STYLE



CHEMICAL BROTHERS
Further
Virgin (2010)


Un inaspettato ritorno del duo inglese che ha rivoluziono lo stile sonoro degli anni '90. Tom Rowlands e Ed Simons, cultori del big beat, continuano a sperimentare le infinite possibilità del loro suono, l’album infatti viene presentato dagli stessi come “la sintesi di un viaggio attraverso quattro decenni di rumore elettronico“. Further", il titolo di questo nuovo lavoro: viscerale.
Un esperimento audiovideo unico visto che tutti i brani presenti in tracklist sono accompagnati da un video. In molti vedono Further come lo Human After All dei Chemical Brothers. Assolutamente d’accordo ma c’è molto di più: il Chemical Style.
I Chemical Brothers riprendono con vigore e mestiere in mano la propria carriera, segnando un importante giro di boa a livello stilistico e compositivo. Non si grida al capolavoro, ma con ascolto, specialmente notturno, di Further, la soddisfazione è garantita.
Il primo singolo estratto è “Swoon“ diretto da Flat Nose George, già regista di “Galvanize” e film maker della serie tv inglese “Skins”.


http://www.youtube.com/watch?v=CCp_3zw-CxA

domenica 23 maggio 2010

BALMORHEA “CONSTELLATIONS”




BALMORHEA
Constellations
(Western Vinyl) 2010



Ad ulteriore conferma della notevole vitalità espressiva e prolificità della band Texana, nel giro di appena dodici mesi è già tempo per un nuovo album, il quarto in quattro anni: con i suoi trentotto minuti, Constellations è il lavoro più breve dei Balmorhea e fin dalle intenzioni dei suoi autori si atteggia in termini decisamente minimali.
Un album complesso nella propria essenzialità; un disco scarno e spoglio come un albero autunnale, ma cerebrale, difficile, ricco di suggestioni e sensazioni vive come quelle suscitate da una passeggiata solitaria in un paesaggio freddo e innevato o da uno sguardo rivolto verso un cielo stellato.
Note acustiche quasi in sottofondo, tiepidi accenni folk, lontanissimi echi post-rock, piéce pianistiche ricche di intensità e afflato emotivo, variazioni nervose e improvvise di archi, ma tutto sempre in punta di piedi sul filo dell’equilibrio, in un intimismo puro e soave, che lascia col fiato sospeso come un dolce gioco fatto di tensione e brivido.
Nove brani per un album che è tanto scorrevole quanto intenso, tanto arcano e profondo quanto lieve, conciliante nell’ascolto. Pur essendo inequivocabilmente un elogio della notte, non c’è angoscia in queste note, non c’è tristezza, ma solo la calma quieta e pacifica di una spiritualità elevatasi a flusso cosmico.
I mille dettagli rifiniti dal cesello sapiente dei Balmorhea fanno di Constellations una nuova prova di altissimo livello che conferma l'unicità in divenire di un'esperienza artistica fuori dal tempo che, coniugando perfezione formale e capacità comunicativa, resta fedele alla propensione di Rob Lowe e Michael Muller a mettersi in discussione album dopo album, sia dal punto di vista dell'articolazione strumentale che dell'ininterrotta esplorazione di sospensioni temporali e registri compositivi.
Un autentico capolavoro.




domenica 25 aprile 2010

OWEN PALLETT: One-Man-Band


OWEN PALLETT
Heartland
(Domino) 2010
alt-pop
.......................................................
Barocco, orchestrale, elettronico, innovativo pop da camera che cerca altrove le sue fonti di ispirazione denso di arrangiamenti azzardati e costruzioni sonore mozzafiato in un tourbillon polifonico estremamente saturo fatto soltanto da lui, dal suo violino, dai loop che ci si inventa e da una tastierina casio. Suona registrando ed accumulando una sopra l’altra sequenze di note fatte scorrere in loop, climax e anti-climax accompagnati per mano dalla sua voce lieve e sicura. Un disco a cui bisogna dedicare la pazienza di qualche ascolto attento.
Questo disco si può riassumere in poche parole: Owen Pallett con un’orchestra tra le mani. La Czech Symphony di Praga per la precisione, che si mette a disposizione del genio di questo giovane artista, il quale dimostra di sapere come servirsi di ognuno dei suoi elementi.

sabato 24 aprile 2010

Erland & The Carnival


ERLAND AND
THE CARNIVAL
Erland And The Carnival
(Full Time Hobby) 2010
psych-folk-pop
___________________________________________
___________________________________________
Un esodio interessante, ponderato e misurato ma vitale e passionale che regala divertimento allo stato puro. Un repertorio di brani tratti dalla tradizione folkloristica d'oltremanica, rivisitati con sbalorditiva intensità, originalità e freschezza, come un sacchetto di coriandoli che scoppia in aria. Erland And The Carnival abbattono i confini del pop e del folk con giocose soluzioni beat la cui ingenuità sfiora il kitsch, una apoteosi di nuove canzoni popolari che diventa un classico fuori moda. In “In “Trouble In Mind” il folk è solo una scusa per creare una deliziosa canzone dalle sonorità garage-rock.” il folk è solo una scusa per creare una deliziosa canzone dalle sonorità garage-rock. La colonna sonora perfetta per la primavera!!!

sabato 10 aprile 2010

John Grant – Queen Of Denmark –



JOHN GRANT
Queen Of Denmark
(Bella Union) 2010



Registrato in due mesi e suonato con i Midlake, "Queen Of Denmark" è il meraviglioso debutto solista di John Grant. E' uno di quegli album a cui un musicista arriva solo dopo essersi smontato e rimontato pezzo per pezzo, senza paura di liberare ogni pensiero e farlo esplodere nel modo più genuino possibile. Emozionante e sfrontato, cinico e doloroso, l'esordio del musicista di Denver racchiude in sé tutto il talento e la poetica che John ha sempre dimostrato di padroneggiare, senza però mai riuscire, prima d'ora, a esprimere compiutamente.

Grant ed i Midlake riservano a ognuno dei brani contenuti in "Queen Of Denmark" le stesse cure e attenzioni che un padre finalmente benestante dedicherebbe a quei figli amati tenuti troppo a lungo in ristrettezze. Un lavoro straordinariamente godibile e coeso, in cui la voce calda e baritonale di John Grant si fonde con melodie vintage che si insinuano dolcemente in testa.
John Grant si rivela un autore eccezionale, dove le sue canzoni sembrano trovare un magico punto di equilibrio tra la leggerezza del pop e una sensibilità melodica inequivocabilmente votata alla malinconia. L’atmosfera prevalente dell’album è improntata proprio ad una languida e suadente tristezza, dove anche i brani più solari hanno comunque un retrogusto amaro. In tutto ciò, i Midlake risultano bravissimi ad arricchire i brani con archi e flauti che ne sottolineano il carattere sognante. Inevitabile percepire una certa aria di famiglia con “The Courage of Others”, anche se qui i riferimenti folk e progressivi sono mitigati da una approccio alla melodia più immediatamente pop, direttamente riconducibile a Bowie o ai Beatles. Per tutti questi motivi, non stupirebbe se “Queen Of Denmark” andasse incontro ad un’accoglienza analoga a quella ricevuta dal nuovo Midlake: due album “imperdonabilmente” non alla moda, destinati ugualmente a grandi lodi o ad esser clamorosamente sottovalutati. Se siete affamati di canzoni che non vi lasciano in pace, che chiedono di essere ascoltate, be’, qui c’è pane per i vostri denti.
E sarà proprio una sensazione di autenticità a rimbombare nelle vostre orecchie insieme al graffiante crescendo finale di Queen of Denmark, la titletrack. Scommettiamo che vi basterà ascoltare le prime tre tracce per innamorarvene per sempre? Intanto vi passo la numero 2, I Wanna Go To Marz, questo il link per scaricarla.

domenica 21 marzo 2010

Correva l'anno 1973...

Un omaggio a tutti quelli che come me sono nati in un anno straordinario dal punto di vista musicale e che magari non sanno che nel 1973:
è stato l'anno dei debutti più sottovalutati della storia del rock: i Queen pubblicano il loro primo album omonimo, passato praticamente inosservato e analoga sorte e toccata agli Aerosmith e a Closing Time di Tom Waits. Mentre nascevano gli AC/DC e i Television , nel 1973 si scioglievano i Doors dopo la morte di qualche anno prima di Jim Morrison.
Nell'anno in cui naceva il primo telefono cellulare della storia, vennero pubblicati alcuni capolavori indiscussi della musica: Selling England By The Pound dei GENESIS, Berlin di LOU REED, For Your Pleasure dei ROXY MUSIC, Arbeit Macht Frei degli AREA, The Dark Side Of The Moon dei PINK FLOYD, Houses of the Holy dei LED ZEPPELIN e Sabbath Bloody Sabbath dei BLACH SABBATH.
E come dimenticare che nell'anno della crisi petrolifera mondiale, della fine alla Guerra del Vietnam, della inaugurazione del World Trade Center, delle missioni spaziali su Marte...
viene pubblicato anche il primo LP degli SQUALLOR intitolato "TROIA"

domenica 14 marzo 2010

GORILLAZ: Plastic Beach (2010)



__________

GORILLAZ
Plastic Beach
__________

Agli albori del nuovo decennio la band a cartoni animati più famosa del pianeta aggiorna il suo suono all'epoca dei ripescaggi dance anni Ottanta e si circonda di un cast di leggende della musica rock, soul e hip-hop come Snoop Dogg, Mos Def, Bobby Womack, Lou Reed, Kano & Bashy, gli ex Clash Mick Jones & Paul Simonon, Martina Topley-Bird, Mark E. Smith dei Fall, Gruff Rhys dei Super Furry Animals e orchestre varie. Un concept-album su questa isola fatta di plastica, ipoteticamnete situata nel Pacifico. (non sarà l'isola di Lost???!!!).
Plastic Beach rappresenta il loro album più ambizioso e innovativo fino ad oggi. Come ha dichiarato Murdoc: “O sei vivo o non lo sei. O stai al gioco o non ci stai. Il resto sono solo incisioni capricciose sulle pareti del teschio umano, solo qualcuno che prova a decorare la sua gabbia, a intrattenersi mentre sta su questa terra. L’album sta per uscire. E farà sembrare quella di Demon Days una band di supporto. Almeno posso dire di aver alzato la posta in gioco..”.
Il primo singolo estratto si chiama Stylo, con uno strepitoso video in 3D in cui compare nientemeno che Bruce Willis.
“Plastic beach” porta indubbiamente impresso il marchio Gorillaz, un timbro la cui caratteristica principale è quella di saper mescolare benissimo le carte. Certo, sedici canzoni sono tante e ovviamente non tutte sono dei capolavori, ma non si può negare che anche questa volta Damon ha fatto centro: divertente, black, intelligente, pop, elettronico e alternativo. Quando si parte per quest'isola? In fondo la plastica si può riciclare...

http://www.youtube.com/watch?v=h9vAOzYz-Qs

domenica 7 marzo 2010

M I D L A K E

M I D L A K E
The Courage Of Others
(Bella Union) 2010
folk-rock

"Non vogliamo essere accusati di plagiare i Radiohead. Penso che i Radiohead siano molto più vicini alle mie inclinazioni naturali rispetto a, che ne so, i Jethro Tull. Ascolto molto molto di più i Jethro Tull che i Radiohead in questi giorni, ma potrei scrivere dieci canzoni simili a quelle dei Radiohead prima di riuscire una che ricordi i Jethro Tull."
(Tim Smith, frontman dei Midlake)


Questa confessione "a cuore aperto" è una buona introduzione a "The Courage Of Others", nuovo disco dei Midlake, band texana di culto e beniamini del pubblico alternativo sin dalla pubblicazione di "The Trials Of Van Occupanther", del 2006. Vien da rovinare il climax di una recensione, per dire: pur di realizzare i suoi intenti e sconfiggere le sue ossessioni, Tim Smith ha rinunciato a tutto, finanche tarpando le ali alle sue "inclinazioni". Impaludato nella bianca tunica di druido celtico, sembra quasi che abbia talmente interiorizzato l'immaginario dei suoi padri putativi da riuscirne un personaggio dei mondi evocati da questi ultimi.
Il risultato è un maestoso disco di folk-rock dall’incedere onirico e malinconico, salvo in un breve episodio, che proietta in un’inquieta e al contempo incantata dimensione agreste, predicando un ritorno alla piena armonia con la natura. Spicca la qualità e l’eleganza della scrittura di Smith che raggiunge livelli d’eccezione nelle due superbe ballad dell’album: “Acts of Men” e “Rulers, Ruling All Things”. Tonalità minori, ampi scenari, melodie accattivanti, toni epici, come in certe composizioni più ancestrali dei Porcupine Tree, e una produzione del suono d’eccellenza. A difettare, forse, è un’eccessiva uniformità complessiva, mentre non spiace affatto questo ritorno al passato che si veste di una forte originalità autoriale per guardare a possibili soluzioni future.
Da ascoltare e riascoltare.

domenica 28 febbraio 2010

FOUR TET: There Is Love In You (2010)



FOUR TET
There Is Love
In You (2010)

Hebden non cambierà il corso dell’elettronica, ma agginge di certo un bel tassello senza la pretesa di essere rivoluzionario. La sua musica minimale detta il tempo di beat densi e stratificati, che abbraccia un vastissimo ventaglio di generi musicali, arrivando ad esplorare territori post-rock e jazz, sfiorando la techno. Un lento e progressivo flusso emozionale che non si propone come obiettivo quello di stupire con un'esagerata sperimentazione, ma con la bellezza elementare di una musica eternamente fluttuante nell'etere, che penetra nella profondità dell'anima, e la scioglie.
Tutto questo (e, molto probabilmente, altro) è "There Is Love in You".
Buon ascolto




Track list:
1. Angel Echoes
2. Love Cry
3. Circling
4. Pablo's Heart
5. Sing
6. This Unfolds
7. Reversing
8. Plastic People
9. She Just Likes to Fight

domenica 7 febbraio 2010

40 ANNI DOPO: Kraftwerk

Il 2009 è stato l'anno del il tour coi Radiohead.
Oggi, festeggiano 40 anni e questo dovrebbe essere l'anno della pubblicazione del nuovo Album di inediti. Altre notize danno imminete l'uscita dal gruppo di Florian per intrpendere la carriera solistica... è la fne dei Kraftwerk???
La band tedesca d’avanguardia elettronica più innovativa di sempre continua a far parlare di se.
Dal 1970 ad oggi non solo ci hanno regalato autentici capolavori, ma senza di loro probabilente non esisterebbero Ultravox, Depeche Mode, Simple Minds, Devo, David Bowie, Brian Eno, Human League, Carl Craig, Aphex Twin, Chemical Brothers e Daft Punk.
La loro è una visione del futuro che viene da un passato in cui era possibile immaginare tempi a venire prosperi e ordinati, fatti di città linde, immensi spazi verdi, autostrade a otto corsie regolate da giganteschi cervelli elettronici. Prima della guerra del petrolio e del microchip. Prima di Blade Runner. Prima del cyberpunk. Prima che essistesse la new wave, la disco, l’hip-hop, la house, la musica ambient, l’electro e persino Michael Jackson!
Quattro umanoidi umanoidi che hanno rivoluzionato la musica




PS: non esisterebbe neppure il Chiambretti night...

sabato 30 gennaio 2010

BEACH HOUSE: Teen Dream (2010)

il primo mese del 2010 ci ha regalato una perla: TEEN DREAM dei Beach House, che a discapito del nome non provengono dalla soleggiata California, ma dalla fredda Baltimora.
Le suggestioni melodiche di questo disco sono deliate e avvolgenti. Non si grida certo alla novità assoluta, ma è decisamente il miglior album di questo nuovo anno contraddistinto da pezzi sinuosi e sognanti emblema del perenne sonno giovanile da cui si stenta a destarsi.
Il primo singolo estratto è "Norway", sensuale ed energico al punto giusto, ispirato dalla pazza energia della Norvegia, che meglio si addice ai Beach House quali raffinatissimi interpreti di una dimensione aliena.
Buon Ascolto

sabato 26 dicembre 2009

I MIGLIORI ALBUM ITALIANI 2009

La mia solita e personalissima classifica senza pretese.


IL PODIO:

IL TEATRO DEGLI ORRORI
A Sangue Freddo
(La Tempesta Records)
alt-rock, noise

UOCHI TOKI
Libro Audio
(La Tempesta)
noise-rap
DENTE
L'amore Non è Bello
(Ghost)
songwriter, pop


Fuori dal podio per un soffio, ma una menzione speciale va a:

MARIPOSA
Mariposa
(Trovarobato)
alt-rock, alt-pop

martedì 22 dicembre 2009

BEST 2009: la mia classifica

Per il secondo anno, senza nessuna pretesa, pubblico la mia personale classifica degli Album che più ho amoto in questo 2009 che si avvicina alla fine. Tanta bella musica, qualche delusione, ma alla fine un anno ricco di belle sorprese e conferme. Buon ascolto. IL PODIO:


PATRICK WOLF
The Bachelor
(Bloody Chamber Music)
pop orchestrale, folk








ANTONY AND THE JOHNSONS
The Crying Light
(Secretly Canadian)
songwriter








JOHN FOXX - ROBIN GUTHRIE
Mirrorball
(Metamatic Records/ Universal)
dream ambient-pop








_________________________________________________________
LINK:

http://www.youtube.com/watch?v=VH5vgng9LAg&feature=fvst

http://www.youtube.com/watch?v=fARqijis3ok

http://www.youtube.com/watch?v=5ABaE8ICj8A

_________________________________________________________

FUORI DAL PODIO MA UN GRAN BEL SENTIRE...
in ordine di preferenza:

SOAP&SKIN
Lovetune For Vacuum
(Pias) 2009 songwriter, elettronica

THE JUAN MACLEAN
The Future Will Come
(Dfa) 2009 disco-synth pop-house

MOUNTAINS
Choral
(Thrill Jockey) 2009 ambient

LAURENT GARNIER
Tales Of A Kleptomaniac
(PIA S) 2009 elettronica

FEVER RAY
Fever Ray
(V2) 2009dark-synth-pop

HORRORS
Primary Colours
(Xl) 2009 post-punk, dark

GREAT LAKE SWIMMERS
Lost Channels
(Nettwerk) 2009 songwriter, folk-rock

TELEFON TEL AVIV
Immolate Yourself
(Bpitch Control) 2009 elettronica

mercoledì 16 dicembre 2009

Kid A dei Radiohead miglior disco del decennio

IL ROLLING STONE MAGAZINE
la prestigiosa rivita musicale ha consacrato i Radiohead, con il loro album “Kid A” , nella storia della musica ,ufficialmente elevandolo ad album del decennio. Kid A” è il quarto album della band inglese, è stato pubblicato il 2 ottobre del 2000 ed è fino ad ora considerato il miglior lavoro mai realizzato dal gruppo. Thom Yorke ha dichiarato che il titolo rappresenterebbe il primo bambino clonato e bisogna ammettere che il contenuto dell'album è molto aderente a questa inquietante. Dopo un successo planetario come "Ok Computer ", "A" è un bambino che nasce in un clima da tragedia imminente.
La top ten secondo Rolling Stone
1 Radiohead: Kid A
2 The Strokes: Is This It
3 Wilco: Yankee Hotel Foxtrot
4 Jay-Z: The Blueprint
5 The White Stripes: Elephant
6 Arcade Fire: Funeral
7 Eminem: The Marshal Mathers LP
8 Bob Dylan: Modern Times
9 M.I.A.: Kala
10 Kanye West: The College Dropout